domenica 29 maggio 2011

Dialoghi su Genette

Una cosa che capita spesso prendendo libri in biblioteca è di trovarli, commentati, scritti, sottolineati, cerchiati, colorati, disegnati, appuntati...
Poi succede che prendi in prestito Palinsesti di Gérard Genette e alla fine, dopo 488 pagine di riflessioni varie su testi, intertesti, paratesti e architesti trovi questo, scritto tutto con la stessa grafia: un dialogo? Una bozza di lettera d'amore?

Donà direbbe: " e non c'è niente di particolare a parte il fatto che mi manchi"

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Dormire con te è stato stupendo, e non sai quanto vorrei potermi addormentare con te a fianco... Sono un bimbo, sì lo so

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Ma io volevo dormire abbracciato a eleo

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... Ed io avrei tanta voglia di un tuo bacio...

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Su... Scrivi qualcosa di carino... Ne ho bisogno... dai...

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Mi manchi così tanto che mi sembra incredibile... Ho così bisogno di te... non addormentarti... per favore.... Non ancora...

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Sei stupenda... Sei fantastica

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Mamma mia che voglia di vederti...
Non sai quanto darei per vederti ora....

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A domani cucciolo!

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Il fatto è che vederti e star con te, nonostante io possa apparire parecchio imbranato, è fantastico, ma non riesco mai a dirti quello che penso...

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Dai eleo... Tanto solo e abbandonato... Dai


Oh, Eleo(nora?) spero che tu gli abbia dato retta, ma magari troverò la seconda puntata alla fine di un saggio di Bachtin.

domenica 13 marzo 2011

Un'altra mobilità è possibile - diamo i numeri

Settimane di stravolgimenti nelle mie abitudini torinesi.

Il primo: dal 6 marzo ha aperto la nuova tratta della Metro - 6 fermate 6 fino al Lingotto.

Dopo anni di gimkane attorno ai cantieri, che hanno reso l'innocuo percorso Porta Nuova - Casa un'odissea, raddoppiando i tempi di percorrenza fino a punte da esodo vacanziero di un'ora un quarto invece di una canonica mezz'oretta di traffico poco scorrevole.

Attuale situazione: 6-7 minuti per le 4 fermate che mi separano dalla metro e 7 minuti per arrivare a Porta Nuova. Credetemi - la mia vita è cambiata.

Sitazione paradisiaca* da cui deriva il secondo: dopo lunga titubanza - dovuta a una conoscenza diretta della gestione del sistema e un desiderio di boicottaggio dovuto alla totale assenza di stazioni nella mia zona - ho fatto la tessera del bikesharing.

*Postilla necessaria: se ci metto 7 minuti ad arrivare a Porta Nuova, ma poi mi tocca aspettare 25 minuti il 61 o il 68 per andare in università la situazione va a schifio - il che mi porta alla decisione di cui sopra.

Stazioni (in centro) ce ne sono - bici (in genere) pure - pedalare fa bene alla linea. 8 minuti da Università a Porta Nuova (semafori e rischio investimento pedoni in via Lagrange compresi) valgono l'esperimento.

lunedì 14 febbraio 2011

Se non ora, quando?

Ieri a Torino c'era tanta gente in piazza.
Tante donne, giovani, anziane, madri, figlie, nipoti.
Tanti uomini, mariti, padri,figli, amici.

Ombrelli colorati per proteggersi dal fango che ci piove addosso ogni giorno e gomitoli di lana colorata per intrecciare una rete di solidarietà.

C'erano cartelli spiritosi, bambine vestite da fatine che camminavano orgogliose con il loro striscione. C'era musica e gente che ballava, c'erano i cori e le risate.

C'erano signore che probabilmente l'ultima volta che sono scese in piazza era per la Liberazione di Torino.


C'era l'Italia che sai che c'è, anche se ogni tanto ti sembra non ci sia, e allora c'erano i commenti stupiti: "Ma quanti siamo?"
C'erano gli sguardi di riconoscimento da scambiare con perfetti estranei, perché se sei qui anche tu vuol dire che un po' ci somigliamo.
Ieri a Torino era una giornata da ricordare.

martedì 4 gennaio 2011

Chi lo fa a Capodanno lo fa tutto l'anno...

Ovvero: dello sci e dell'arte di evitare il Capodanno.

Per non finire a costruire casette di cartone con l'aiuto del gatto come il mio idolo Inkspinster, da fiera appartenente al gruppo Evitatori del Capodanno anonimi*

* - Ciao, sono Giuliana, odio il Capodanno.
- Ciaaaao Giuliana

anche quest'anno o trovato un astuto escamotage per rinunciare a qualunque tipo di festeggiamento.

Che in pratica consiste nel programmare una sciata mattutina per il primo dell'anno, adducendo la motivazione "Così non c'è nessuno" - ed è anche vero, si sta tranquilli tra sociopatici almeno fino alle 11, se poi il tempo è spettacolare e non ti boicotta come l'anno scorso anche meglio.

Se anche voi volete starvene in casa tappati senza sembrare dei rifiuti sociali, senza pensare che la persona con cui vorreste dedicarvi a ben altre attività probabilmente le sta praticando con qualche altra sciacquetta/altro decerebrato, fate così:

31 dicembre sera:

Semplice: statevene a casa, mangiate normalmente (tanto di abusi calorici nelle feste ne avrete compiuti abbastanza), dedicatevi alla visione di film ed evitate rigorosamente i tristissimi spettacoli di fine anno. Io mi sono dedicata alla serata Iris con A Wong Foo, grazie di tutto Julie Newmar con l'indimenticato Patrick Swayze e il classico capodannesco The Rocky Horror Picture Show (ormai una tradizione come i film di Natale).
A nanna dopo una cantata e il balletto di Time Warp che neanche a Glee.
I botti non li sentirete nemmeno.

1 gennaio mattina:

La sveglia dipende dalla distanza della pista da sci più vicina (nel mio caso 6.45).
Colazione dei campioni. Vestizione (e qui ci sarà un post apposito). Caricate gli sci in macchina e via.
Arrivate e parcheggiate nel parcheggio più vicino agli impianti, scambiando sguardi d'intesa con gli altri scaricatori di sci.
Fate partire l'Ipod con playlist adeguata.
Senza coda in biglietteria inizierete a sciare per le 8.35.
Vista l'età che avanza farete solo il mattiniero, quindi scierete ininterrottamente fino all'una, quando guarderete con disprezzo quelli che arrivano solo a quell'ora slittare alla ricerca di parcheggio.

giovedì 23 dicembre 2010

These are a few of my favourite things

Ora, nonostante la patina di cinismo e il piglio scorbutico che devo alla mia maestra di vita e icona femminile Lucy Van Pelt, a me il Natale piace. E intendo il Natale nel senso esteso cui ci ha costretti la nostra consumistica società occidentale.

Soprattutto mi piace:

1) La sospensione del conto calorico di qualsiasi cibo ingurgitato tra l'8 dicembre e il 6 gennaio: durante le feste vale tutto, compreso il consumo di alcolici a partire dal mattino (ok, questo conta solo per il bombardino sulle piste da sci) e il rimpinzarsi di cioccolata in ogni sua forma e variazione. Con l'aggiunta di godurie di stagione come la Papaya disidratata (so che non è di stagione, ma se ne trova a chili in questo periodo)

2) Fare il mio albero di Natale, non quello tristanzuolo e pre-addobbato che ho a Torino ma quello barocco, colorato e sovraccarico che faccio a casa dei miei. Con le stesse palline di quando ero piccola e un paio del primo albero dei miei (1960!!)

3) Impacchettare regali con un riciclo creativo della carta, fiocchi e nastri dell'anno precedente (il mio contributo a un Natale sostenibile).

4) Preparare i regali con le mie manine: biscotti, marmellate e quant'altro (secondo contributo a un Natale sostenibile).

5) Aprire i regali la mattina del 25 ancora in pigiama neanche avessi 6 anni.

6) Le luminarie stile Las Vegas di alcuni vicini di casa.

7) Luci d'artista: appunto per ribadire lo sbrodolamento del Natale che comincia subito dopo i Santi. Qui a Torino le bellissime luci che il mondo ci invidia e i milanesi ci copiano si accendono a inizio Novembre. Quest'anno sono cresciute e ci sono cose divertentissime come l'installazione di Richi Ferrero a Palazzo Chiablese.

8) Il traffico visto dal sedile di un autobus, almeno fino a quando non sono costretta a prendere la macchina per andare in centro.

9) I film di Natale: una volta c'era La vita è meravigliosa, ora la mia generazione ha Una poltrona per due. Non so se sia un buon segno, ma se Italia1 non lo trasmette per me non è Natale.

10) La canzoni di Natale: non siamo purtroppo a livello di New York dove ogni singolo negozio spara Rudolph the red nose reindeer o Winter Wonderland ma ci stiamo attrezzando.

Auguri a tutti, neh.

giovedì 16 dicembre 2010

Malanni di stagione

In attesa di preparare un resoconto dettagliato del mondo che si è aperto ai miei occhi profani grazie a un innocuo aperitivo per il compleanno di un'amica, sono costretta a casa da tosse e acciacchi vari.

Ora, se la mia vita fosse un film, e se il film fosse una commedia romantica americana, a quest'ora busserebbe alla mia porta LUI, che in genere ha le fattezze di Tom Hanks, ma nel mio caso preferirei che so, Colin Firth (lo so che è inglese, ma vuoi mettere?).
Arriverebbe a portare conforto, brodo di pollo e tè caldo. Uh sì, e fiori.
Non farebbe caso al mio aspetto, per quanto, essendo pur sempre un film, io avrei soltanto i capelli elegantemente scompigliati e gli occhi lucidi (per la febbre o l'emozione).
Veglierebbe amorevolmente sul mio sonno e la mattina dopo mi sveglierei radiosa.

Ma non essendo un film, sono qui scossa dalla tosse, col frigo semivuoto e zero voglia di cucinare qualcosa di più complicato di una minestrina. E stasera vado a letto con la borsa dell'acqua calda.
Sgrunt.

lunedì 6 dicembre 2010

Separati alla nascita

Vi prego ditemi che non lo vedo solo io.
A sinistra Taylor Kitsch da The Bang Bang Club
A destra Emile Hirsch da Into the wild (la foto non gli rende troppa giustizia)










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